virginiadanzamovimento | COSA FA MALE AL PAVIMENTO PELVICO?
694
post-template-default,single,single-post,postid-694,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-theme-ver-16.8,qode-theme-bridge,disabled_footer_bottom,qode_header_in_grid,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.7,vc_responsive

COSA FA MALE AL PAVIMENTO PELVICO?

COSA FA MALE AL PAVIMENTO PELVICO?

Tante donne che frequentano i miei percorsi di movimento consapevole pensano che il pavimento pelvico si danneggi solo dopo il parto vaginale o con l’arrivo della menopausa ma non è così.

Anche i bambini possono avere un pavimento pelvico danneggiato! Pensiamo all’obbligo di aspettare di andare in bagno a scuola, con la vescica che resta contratta a lungo, oppure all’obbligo delle bambine di star sedute composte da signorine con le gambe chiuse, bloccando a lungo andare la mobilità del bacino.

Una buona educazione della salute del pavimento pelvico parte sin dall’infanzia per prevenire future disfunzioni!

 

Analizziamo insieme alcune cause con una visione più aperta e olistica:

 

  • Posture sbagliate, traumi fisici come il colpo di frusta, colonna non allineata, stare gobbi, posizioni del bacino scorrette con coccige poco mobile portano il pavimento pelvico a cambiare assetto e ad adattarsi alla nuova postura del corpo modificandosi. Ricordo che il pavimento pelvico sostiene il centro del nostro corpo e da lui dipende una corretta centratura e postura. Se ci sono disequilibri ne risente.

 

  • Sport praticati in modo eccessivo, ad alto impatto e intensi provocano una continua contrazione degli addominali e di conseguenza anche il pavimento pelvico si contrae. Corsa, salti, zumba, pole dance, pilates e yoga se fatti male portano addominali e quindi pavimento pelvico a contrarsi continuamente. Attenzione anche ai classici addominali e ai crunch che spingono con pressione verso l’esterno il pavimento pelvico. Questo a lungo andare porta i muscoli del pavimento pelvico ad essere ipertonici perché disimparano a rilassarsi.

 

  • Vita sedentaria porta a un rilassamento eccessivo del tono muscolare, anche di quello pelvico.

 

  • Gravidanza e aumento di peso sottopongono il pavimento pelvico a un eccessivo lavoro per sostenere ciò che grava sopra di lui.

 

  •  Parto vaginale e parto cesareo modificano l’assetto dei muscoli del pavimento pelvico, in primis per il sostegno del feto, e poi potrebbero compromettersi in fase espulsiva con un parto vaginale dove si è spinto forzatamente, con una posizione errata, episiotomia, lacerazione, manovra di Kristeller, se resta una diastasi dei retti dell’addome; dopo una parto cesareo perché il taglio stesso può provocare disfunzioni ai muscoli. Attenzione anche a forzare stando troppo in piedi dopo il parto, oppure allo sport d’impatto iniziato troppo presto. Il pavimento pelvico ha bisogno dei suoi tempi per richiudersi. Cicatrici e/o aderenze influiscono direttamente sulla salute del pavimento pelvico.

 

  • Come ci si siede sul water e quindi come si fanno i bisogni può danneggiare il pavimento pelvico. Non bisogna spingere perché così facendo il pavimento pelvico si contrare e blocca gli sfinteri. È molto utile utilizzare un rialzino, un panchetto per sollevare i piedi e ottenere la corretta angolatura per una defecazione migliore e corretta.

 

  •  Menopausa e squilibri ormonali hanno conseguenze anche sul pavimento pelvico. Quando mancano gli estrogeni il pavimento pelvico resta meno elastico, si ha una scarsa lubrificazione e possibile dolore durante i rapporti sessuali. Durante le mestruazione può contrarsi e provocare maggiori dolori anche per via del cambio ormonale.

 

  •  Respirazione scorretta, respirazione troppo alta, respirazione veloce e agitata o assenza di respiro (vedi anche gli attacchi di panico) portano il diaframma toracico a restare contratto e di conseguenza anche il diaframma pelvico reagisce contraendosi. Questi due diaframmi lavorano in sinergia insieme agli addominali retti, trasversi e obliqui. Se uno è bloccato di conseguenza si bloccherà anche l’altro.

 

  •  Uso scorretto di palline vaginali, pratiche sessuali estreme o esercizi di Kegel fai da te (sono ormai superati!) non permettono di ascoltare il proprio corpo e di capire quali muscoli del pavimento pelvico si sta utilizzando. A volte si va a contrarre ancor di più un muscolo che in realtà dovrebbe invece rilassarsi. Inserire inoltre qualcosa di non idoneo in vagina danneggia il pavimento pelvico.

 

  •  Interventi alla prostata possono provocare successiva incontinenza maschile, calcio, ciclismo possono portare a pubalgie che sono legate ad una contrattura pelvica.

 

  •  Aspetti psicologici e emozioni influiscono sulla salute del pavimento pelvico. Emozioni legate alla paura bloccano uno o più diaframmi e provocano un rilascio involontario di pipì da parte di quello pelvico. Il nervo vago parte dalla testa e si innerva nel diaframma pelvico. Violenze sessuali, violenze psicologiche, tabù sul sesso e sull’educazione sessuale portano ad una chiusura mentale che può di conseguenza portare ad una chiusura pelvica. Il vaginismo ha in prevalenza una causa psicologica che però poi diventa una contrattura pelvica.

 

Queste riflessioni permettono di avere una conoscenza maggiore e di essere più consapevoli del fatto che non c’è età o sesso e che non c’è un unico fattore scatenante o compromettente per la salute del pavimento pelvico.

Ricordo che la prevenzione è fondamentale per evitare disfunzioni.

Ti aspetto ai miei percorsi di gruppo o individuali per scoprire come mantenere elastico e in salute il tuo pavimento pelvico e per ritagliarti uno spazio protetto di confronto e ascolto.

 

Virginia Conti

cell: 347.9250647

email: info@virginiadanzamovimento.com

grazie alla mia formatrice Veronika Wiethaler e all’ostetrica Violeta Benini